Roma-Giuve
Visto che i campanelli d’allarme non servono a niente, famo suona’ tutte le campane delle chiese de Roma.
Visto che i campanelli d’allarme non servono a niente, famo suona’ tutte le campane delle chiese de Roma.
Quando all’80° minuto, dopo l’ultima perla di Arturo, ho visto l’intero stadio con le mani nei capelli, ho preso la via di casa.
La notizia è che la Roma non prende gol nei primi 4 minuti.
Con tutte le attenuanti del caso (le assenze, le gambe imballate, il caldo, il fuoco di Sant’Antonio e bla bla bla) la Roma gioca una partita che non riesco a capire se è stata brutta a tratti, inguardabile o scandalosa.
Fino al 27′ del primo tempo, il momento più divertente della partita era stato il baffo in curva che tirava noccioline a 250 km/h e prendeva gli euri al volo a mò di proiettile.
Se non fumassi, sarei arrivato almeno 5 minuti prima e mi sarei visto il gol del Real.
Torno allo stadio dopo un tempo che mi è sembrato un’era geologica. Lo trovo più o meno come l’avevo lasciato, con pochi colori, con la curva che si ricorda di un piccolo angelo, con il matto che chiede a tutti: "Dov’è Palletti? Dov’è Palletti?" In questa settimana si sono sentite molte correnti di pensiero sulla partita Siena -Roma. Chi pensa che una sconfitta ci può stare (il sottoscritto) e chi pensa che ci può stare, ma non in quel modo. C’è anche chi pensa che non ci può stare. Tonino Cagnucci, dalle pagine de "Il Romanista" scrive: La cosa frustrante è che potendoti attaccare a tutto, non ti puoi attaccare a niente. Frustrante di per sé, frustrante perché non ci sono perché. Inspiegabile proprio perché l’unica spiegazione è quella più razionale: "può capitare", anche se non dovrebbe, ma può. Capita. Una giornata uggiosa, un passaggio a vuoto, un calo fisiologico e tutto quello che vi pare. Potendoti attaccare a tutto, non ti puoi attaccare a niente. La Roma riparte, 2 a 0 e a casa. Se salutamo adesso, nun se vedemo più, tifosi calabrotti. Vinceremo il tricolor? Non lo so, ma almeno ce provamo. Tornerete il serie B? Ah beh, state un passo avanti. La Roma del primo tempo è tosta e gagliarda, con una Reggina che si difende in 11. Il gioco arioso, spazioso, cubitale, sferico, parallelepipedo della Roma, contro il catenaccio, non può nulla…o può poco. E lasciamo stare che Taddei non era in forma, che Aquilani non era in forma, che Totti non era in forma. I soliti 350 passaggi prima di tirare in porta non si potevano fare. Nel secondo tempo, dopo che Panucci aveva messo in saccoccia su cross di Totti, la Roma ha ritrovato lo spirito di Siena. Sulla fascia i reggini correvano lisci lisci fino ad arrivare sul fondo. Con Makinwa e Amoruso la partita è cambiata. E daje uno, daje due, daje tre, la palla finisce dietro le spalle di Doni, ma con due giocatori in fuorigioco. Gol annullato e coro da parte dei tifosi ospiti "sapete solo rubare". Rabbrividisco. La splendida azione di Giuly sulla destra con tiro parato e ribattuto in rete da Mancini, chiude la partita. E mentre accendevo la mia Chesterfield pensavo che la Lazio ha fatto proprio bene a cedere Makinwa, nun je serve… Tra 9 giorni torna la Champions, ma prima c’è da andare a Torino. Giuve, Real, Florentia, Interregionale, Real (again), Napoli, Milan, Lazie. Il 19 Marzo staremo a fa’ du’ conti. Un mese e mezzo di apnea e la Roma con tanti giocatori fuori forma. Un mese e mezzo. ‘nnamo avanti…daje Roma.
[Roma-Reggina 2-0 Panucci, Mancini]